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Venerdì 5 Settembre 2008 18:30 - Festivaletteratura: Scalfari e il senso della vita

Mantova. “Il senso non c’è”. E’ racchiuso in questo pensiero il percorso di vita di Eugenio Scalfari. Una conclusione annunciata, dal Cortile della Cavallerizza, ospite del Festivaletteratura, quando traccia la linea del suo libro “L’uomo che non credeva in Dio”, di fianco all’amico e critico Asor Rosa. Dalla memoria che tiene insieme le tappe della vita, dalla coerenza nel cambiamento dell’io, alla perfezione unica delle forme diverse in cui si presenta la natura. Un filo sottile che sta nel credere se “questa roba da cui eruttano la forme sia fuori o dentro il mondo, sia trascendente o immanente”. Scalfari è uomo che non crede nel trascendente ma convinto che tutte le condizioni e i pensieri possono coesistere in persone responsabili, che non facciano bandiera dei credo per tornaconti personali. Ecco allora scoprire che l’uomo è perfetto nella sua forma ma non è innocente (come invece lo sono gli animali). “Noi ci vediamo crescere e invecchiare, e sapendo di dover morire ci inventiamo esorcismi che diano sfondo alla sopravvivenza”.
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